| Le Albisole |
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Dove si decora la terra
A differenza della Berlino di un tempo, qui ci sono due città riunite in
una. Ma è una semplice amenità storica: Albissola
Marina e Albisola Superiore, con una esse
sola. Erano comuni distinti già nel Cinquecento e la differenza onomastica
deriva forse da qualche errore di trascrizione. C'è anche Albisola
Capo, oggi frazione di A. Superiore. Tutto iniziò nel II secolo
a.C. con un castellano, un nucleo fortificato preistorico, sulla collina a monte
della ferrovia. Poi vennero i Romani, e della loro Alba Docilia restano le tracce
di una villa di età imperiale presso la stazione ferroviaria. La città
nacque come Borgo Basso nel 1400 e subito diede i natali a un famosissimo papa,
Giulio II della Rovere, mecenate di grandi artisti come Bramante, Raffaello, e
Michelangelo.
Da questa parti si respira arte nell'aria: da secoli questo territorio è
la terra della ceramica e i policromi capolavori
albisolesi sono apprezzati in tutto il mondo. E' facile restare colpiti dalla
bellezza delle ceramiche albisolesi: basta passeggiare sul Lungomare
degli Artisti, pavimentato nel 1963 con un mosaico ceramico disegnato da
vari artisti italiani (G. Caporossi, R. Crippa, L. Fontana, A. Jom, A. Sassu ed
altri). Senza dimenticare di ammirare la bella piazzetta della Concordia ad Albissola
Marina e di visitare il "Museo Manlio Trucco" ad Albisola Superiore,
dedicato alla ceramica. Oppure curiosare fra le botteghe artistiche dei carruggi
di Albisola Superiore e di Pozzo Garitta, a Marina, due angoli quasi medioevali
con antiche fornaci e studi artistici e artigianali.
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Cuocere e colorare
Nel 1589 il notaio Zuffo di Albisola stese e firmò i Capitula Artis Figulorum
loco Albisola, cioè gli statuti dell'arte dei ceramisti. Ha quindi più
di 500 anni la tradizione artistica che fa di Albisola una delle capitali della
ceramica mondiale. Il periodo di massimo splendore fu tra il Seicento e il Settecento,
quando i maestri albisolesi aprirono fabbriche di ceramica in tutta l'Europa,
e i mulini da farina della valle Ellera, alle spalle di Albisola, si convertirono
alla macina delle pietre da colore.
Vasi, piatti, piastrelle, decorazioni, rappresentano ancora oggi il vanto e il
gioiello di questa cittadina della Riviera delle Palme. E chi sa cogliere la bellezza
della Riviera d'inverno, venga ad Albisola prima di Natale a cercare le statuine
del presepe in ceramica; i macachi e le donnette porteranno allegria e colore
nelle case di chi mantiene viva l'antica tradizione italiana del presepe natalizio.
Nobili dimore
Non è che ad Albisola fossero tutti artigiani: c'erano anche i nobili,
naturalmente. Che certamente non lavoravano ma sapevano lo stesso come arricchire
e abbellire la loro città: l'ultimo doge di Genova, Francesco Maria della
Rovere, volle erigere una villa che richiese 14 anni di lavori (dal 1739 al 1753)
per trasformare un edificio quattrocentesco in una sontuosa dimora ricca di stucchi
policromi e maioliche locali, circondata da un giardino con fontane, statue e
scalee. Oggi si chiama Villa Gavotti, ed è proprio accanto al casello autostradale,
nel comune di Albisola Superiore. La Villa Faraggiana invece aggiunge lustro ad
Albissola Marina, settecentesca, anch'essa immersa in un parco con alberi e fontane.
Ha una galleria col pavimento in maiolica smaltata di azzurro che ricorda gli
azulejos portoghesi e gli arredamenti del famoso ebanista inglese E. T. Peters
che nell'Ottocento lavorò anche nel Palazzo Reale di Genova.
Fonte: APT Riviera delle Palme - Alassio
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